Il compito dei tavoli è quello di elaborare quelle linee di lavoro comune che fondano l’identità delle nostre scuole e costruiscono la nostra tradizione professionale. Dice, al Convegno, Giorgio Chiosso al capitolo Sperimentare le buone pratiche (vedi relativa scheda): Il miglioramento scolastico passa soprattutto attraverso lo scambio delle esperienze e la riflessione su di esse. Non tutte le pratiche sono efficaci e lo scopo è quello di identificare quelle più interessanti e produttive. (..) Si tratta di un esercizio riflessivo molto utile per il quale non c’è bisogno di esperti, un esercizio che fornisce: • la messa in discussione prima di tutto personale di ciò che facciamo • la messa in campo di uno stile di azione comunitario (alcuni studiosi parlano di “comunità di pratiche”)
La riflessione di Grassi invece ci sposta su un aspetto fondamentale della vita del bambino: la crescita e la sua consapevole percezione. La consapevolezza di crescere è dunque la consapevolezza di un bene che si acquisisce, di un positivo, accorgersi di crescere non è solo accorgersi di trasformarsi ma è l’accorgersi di un bene che si acquisisce e sul quale si può costruire. La prima domanda a cui rispondere dovrebbe essere: come possiamo favorire questa consapevolezza alla scuola dell’infanzia, attraverso quali proposte, metodi, verifiche, attenzioni, sguardi? Inoltre, perché il gioco e le storie costituiscono i due grandi pilastri (vedi Grassi) attorno ai quali si aggrega il lavoro di crescita (inteso come sviluppo di intelligenza, carattere e doti)?
